BREXIT

Oggi  si voterà la decisione UK in relazione alla famosa Brexit, all’ uscita o meno del Regno Unito dall’ Unione Europea.

Molti hanno scritto sull’ argomento Europa Si / Europa No e relativi impatti.

Io non voglio unirmi al gruppo degli pseudo esperti in materia.

Le mie posizioni anti-europeiste sono ben note.

Voglio però soffermarmi sulla situazione USA / UE che si sta delineando e su quanto storicamente è avvenuto in tal senso.

L’ unione europea NON è un ‘ idea europea !

Fin dalla fine della Seconda Guerra Mondiale gli USA hanno avviato una politica estera verso l’ Europa che potesse garantire il controllo politico , economico e finanziario ( … chi vince detta la linea …) .

Questi sono i sospetti del sottoscritto ( e di molti altri ) che trovano conforto anche sul The Telegraph sezione business del 27 aprile 2016 (per chi volesse approfondire).

Il tema è : gli interessi americani prioritari sugli interessi degli stati della UE e sul mondo. Ovvero :

  • garantire la stabilità del dollaro anche quando era super inflazionato.
  • vivere a discapito degli altri comprandone a debito inteso come beni, materie prime e servizi, e facendo continue guerre per imporre l’accettazione di questo sistema di pagamento.
  • guerre e sanzioni con obbligo di partecipazione dei paesi ‘satellite’ per mantenere il sistema anche quando sono a discapito dei paesi stessi.

Il progetto americano di Unione Europea era sostenuto dai padri dell’Europa ( pagati e diretti da Washington ). Due nomi su tutti Jean Monet e Robert Schuman.

L’idea di unione europea era nata come proposta di aggregazione per una politica sistemica in fatto di carbone, acciaio ed energia atomica, con l’ obiettivo di far ripartire le economie di Francia e Germania insieme in modo  da evitare futuri conflitti tra esse.

Questo organismo iniziale sviluppa una pessima politica agricola comune diventando un’area di libero scambio senza averne regole certe.

Successivamente la UE assume poteri legislativi e di controllo sempre più ampli sugli stati nazionali.

Nasce in successione l’ area Schengen, la BCE, l’Euro.

Segue poi il trattato di Lisbona che impegna i paesi membri ad una crescente integrazione politico-istituzionale.

Non ultimo si passa al controllo centralizzato dei bilanci e delle banche in prospettiva di creare un superstato europeo a direzione oligarchica (poteri economici) non trasparente, con soppressione delle democrazie nazionali parlamentari.

Tutto questo sforzo dopo qualche decennio mi porta ad asserire che questo metodo ha chiaramente fallito.

Anzi ha risvegliato contrapposti nazionalismi che fanno leva su oggettive contrapposizioni di interessi soprattutto economici.

Risorgono le frontiere sulla questione migranti, le economie divergono, crescono i movimenti anti-UE.

Ma nonostante i fallimenti ad oggi sotto gli occhi di tutti, l’oligarchia massonico-finanziaria, insiste nel suo programma di unificazione forzata, imponendo crescenti cessioni di sovranità e crescenti sacrifici, soprattutto alla parte più debole dell’ Unione : l’area sud europea .

Tutto questo avviene tramite le burocrazie centrali, non democratiche e non responsabili, dell’Unione Europea. Burocrazie oscenamente strapagate, e tanto corrotte, parassitarie e inefficienti, che da vent’anni l’organismo europeo di revisione dei conti non firma i loro bilanci.

L’unica volta che si è fatto un controllo, è scoppiato lo scandalo della Commissione Santer con la commissaria Edith Cresson. Da lì la decisione che era opportuno non controllare più.

La Germania (sconfitta nell’ ultimo conflitto e quindi debitrice più di altri …) è il cavalier servente degli USA.

La politica che impone ai paesi PIGS (Portogallo, Italia, Grecia, Spagna) è orientata ad evitare risanamenti e inflazioni in quelle aree.

Una politica economica tedesca che trasforma i propri interessi attivi in beni reali dei paesi sottomessi.

E l’Italia (come la Grecia e altri ) si ritrova non solo sempre più indebitata, ma sempre più deindustrializzata e sempre più abbandonata da giovani qualificati.

Il crollo dei brevetti italiani è la conferma di questo processo di destrutturazione della nazione.

Destrutturazione che vede le classi politiche italiote asservite ( e/o prezzolate ?! ) agli input euro-americani.

Il prossimo passaggio, già abbondantemente in stato di elaborazione, è il famoso TTIP.

Ovvero il trattato transatlantico di libero commercio.

Negoziato in segreto (e questo la dice lunga … ), senza che nessuno, nemmeno i parlamentari possono fare copie delle bozze.

La consultazione per i parlamentari è concessa per solo per due ore, sotto sorveglianza dei Carabinieri, senza poterne trascrivere brani, o fare foto ai documenti.

É chiaro che questa segretezza serve per coprire gli interessi economici retrostanti e i loro progetti:

il TTIP sarà tutto a vantaggio delle esportazioni americane verso l’Europa e soprattutto verso l’Italia, e a danno dei piccoli produttori europei dai quali dipende il nostro livello di redditi e di occupazione.

Le multinazionali americane potrebbero imporre la vendita in Europa senza etichette distintive di loro prodotti OGM e in generale a rischio; potrebbero richiedere risarcimenti agli Stati che ponessero limiti al loro affarismo anche quando detti limiti siano giustificati da esigenze di salute pubblica.

Col TTIP disporrebbero anche, dulcis in fundo, di un tribunale sovranazionale praticamente organizzato da multinazionali stesse. Tribunale davanti al quale sarà possibile citare gli Stati dalle cui politiche e/o legislazioni si ritenessero danneggiate, per farli condannare a risarcire i danni da mancato profitto, e far pagare il risarcimento ai contribuenti.

Se il TTIP passerà, e credo che passerà perché non vedo dinamiche operative contrarie, sarà la totale eliminazione, da parte del grande capitale finanziario, di ogni limite e di ogni valore che si opponga ai suoi calcoli e alle sue speculazioni, cioè la fine reale dell’esistenza del principio politico e del principio legalitario, oltre che dei diritti dell’uomo.

Rimarranno solo quelli degli investitori, come li chiama il TTIP, ossia del capitale finanziario.

Mi risulta che un trattato similare ma altrettanto segreto sia in essere tra USA e mondo orientale.

L’ accordo USA – CINA chiamato ITA (sulle esportazioni high tech) è un preludio ?

Non mi meraviglierei che la ‘guerra sanzionatoria alla Russia’ sia propedeutica o figlia di accordi del genere.

Sarà una riforma non semplicemente dell’economia, ma della società e dello stesso concetto di uomo, il quale sarà ridotto e considerato esclusivamente come componente dei processi finanziari.

Il dominio USA sull’Europa attraverso il processo di unificazione europea sotto il vassallo germanico serve unicamente a questo.

Se poi il dominio risulterà GLOBALE avremo di fronte il nuovo nazismo : il NAZISMO FINANZIARIO USA.

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