Brexit – Approvate mozioni al Pirellone

Lena (LN): “Favorevole all’Europa delle Regioni, non a quella delle banche”

Approvate al Pirellone 4 mozioni relative alle possibile ricadute della  Brexit sul territorio lombardo. Esprime soddisfazione il consigliere regionale del Carroccio Federico Lena, che commenta: “La Brexit rappresenta un segnale forte e chiaro per chi ha gestito L’Unione Europea sino ad oggi, per quelle élites che hanno favorito i pochi Stati ricchi ai danni dei Paesi in grave difficoltà economica, come il nostro. I tentativi di minimizzare il voto inglese è puerile. Inoltre il Tavolo Brexit, convocato l’8 luglio scorso a Palazzo Lombardia, ha riunito i rappresentanti del sistema istituzionale, economico e sociale della Lombardia per confrontarsi sulle opportunità per il nostro territorio offerte dalla decisione del Regno Unito di uscire dall’Unione Europea. Una di queste, come richiesto dalla mozione da me presentata, è l’impegno della Giunta per l’istituzione di una free tax area nel sito Expo di Milano, che per almeno tre anni preveda la defiscalizzazione per le start up innovative che vi si insedieranno”.  Spiega ancora Lena: “Ho poi espresso voto favorevole alla mozione, che chiedeva il rilancio di una nuova prospettiva dell’Europa con Milano come centro di funzioni comunitarie e presentata dal Partito Democratico, previa abolizione del periodo ‘preoccupati per il dilagare di fenomeni di populismo demagogici e xenofobi del possibile indebolimento del processo di costruzione dell’Unione’; come Lega Nord abbiamo giudicato quella frase palesemente strumentale, in contrasto con le corrette autocritiche indicate nelle premesse e del tutto inadeguata alle richieste pragmatiche contenute del dispositivo, riguardanti il coinvolgimento dei cittadini ed il rilancio di una politica comunitaria vicina al territorio, che invece condivido”. “Personalmente”, conclude il consigliere del Carroccio, “penso ad una Europa federata, che consenta ad ogni singolo Stato di potersi esprimere, come era nello spirito dei padri fondatori; se all’Europa dei tecnocrati e delle banche si sostituirà un’Europa delle Regioni, ove queste ultime possono rappresentare un valore aggiunto, ritengo sia lecito restare. In caso contrario, anche il nostro Paese farà bene a seguire l’esempio dei britannici”.

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