La mafia al nord

L’ argomento MAFIA al Nord è un argomento ormai trattato a più riprese e a più livelli. Bene hanno fatto “Libera e Caffè letterario” ad organizzare un incontro come quello che si è tenuto al S. Domenico, con il Magistrato Gennari. Purtroppo non ho potuto essere presente. Da recensioni e input ricevuti da chi invece c’era  mi sono fatto un’idea positiva. Bisogna discuterne: la MAFIA al NORD c’è, esiste da tempo e continua ad operare anche su territori come il nostro. Territori che, all’ apparenza possono sembrare poco appetibili per ragioni di economicità dello sviluppo imprenditoriale ed istituzionale, o comunque risultano meno importanti rispetto ad altre aree lombarde, ma dove la Piovra tenta di ramificarsi anche là dove si aprono degli spazi di prospettiva più o meno lontana nel tempo, come EXPO2015. Gli effetti di questa “colonizzazione” dal SUD, esportatore di questo ‘prodotto’ non solo in Italia ma più in generale nel mondo occidentale, è iniziata in Italia nel ventennio fascista sotto il nome di CONFINO per poi continuare nel periodo repubblicano sotto il nome di SOGGIORNO OBBLIGATO. All’ estero era iniziata non sotto l’ egida istituzionale (leggi STATO)  ma come  fenomeno legato  all’ emigrazione fin dal ‘800 . Come ricordato dal relatore, il Nord opulento, un po’ ingenuo (ma non troppo), si è fatto ammagliare dalla rete di connivenze e relativi guadagni facili, non certo sempre leciti, che gli sono stati offerti da gente abituata a navigare nell’ illegalità. Quindi colpa di una parte ‘ammalata’ di polentoni che si sono fatti irretire dal guadagno facile ma sicuramente GRAVISSIMO il fatto che lo Stato con il SISTEMA del CONFINO prima e del SOGGIORNO OBBLIGATO poi, abbia fatto in modo che questa piaga in espansione potesse irretire tutto il Paese. Risultato voluto ? Oppure casualità ? Sono propenso alla volontà… Sta di fatto che lo Stato oltre al resto può essere ‘ringraziato’ anche per questo. Come se ne esce : con la schiena dritta quando si incontrano situazioni di questo tipo. Non rinunciare alla legittima denuncia. Coloro che pensano di poter farla franca non hanno capito che prima o poi qualcuno renderà loro conto. Non ci si illuda di uscirne indenni. Una volta collusi non ci si libera più. <La paura ti rende prigioniero, la speranza può renderti libero> dal film “Le ali della libertà” .

Un saluto fraterno da chi si sente libero a chi si sente libero !

 

Gennari Giuseppe giudice

Il giudice Giuseppe Gennari